Questa mattina, Consiglio e Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sull’approvvigionamento di medicinali critici, come vaccini, insulina, antibiotici e farmaci per curare malattie rare.
“Con l’accordo di oggi poniamo saldamente al centro gli interessi dei pazienti, rafforzando la resilienza dell’Europa e potenziando la competitività del nostro settore farmaceutico” ha commentato l’eurodeputato croato Tomislav Sokol, relatore dell’atto.
Da più di un anno l’Unione europea sta lavorando per far fronte a una carenza preoccupante, e già in corso, di farmaci essenziali. Secondo i dati diffusi nel report 2025 del Pharmaceutical Group of the European Union (PGEU) – l’associazione europea di categoria che rappresenta oltre 400.000 farmacisti di comunità in 33 Paesi – il 96% dei Paesi consultati (26 su 27) ha registrato carenze di medicinali negli ultimi 12 mesi, nel 70% dei casi la situazione è rimasta stagnante a livelli elevati, e nel 37% dei Paesi più di 600 medicinali risultavano in carenza.
Sono numeri che fanno preoccupare, specialmente ha detto il Commissario europeo per la Salute, Olivér Várhelyi, “in un momento cruciale, in cui la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento è così chiaramente evidente”. Da qui la necessità di rafforzare la produzione europea per ridurre la dipendenza da Paesi terzi, come India e Cina che sono i principali produttori di principi attivi farmaceutici (API) e di prodotti finiti importati nell’UE.
La mancanza di medicinali crea un danno diretto ai pazienti che, secondo i dati del PGEU, nell’89% dei casi hanno dovuto interrompere i trattamenti. ” I pazienti nell’UE devono poter accedere ai medicinali di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno” ha commentato Várhelyi. In Italia, la situazione è persino peggiorata: il numero di medicinali in carenza è aumentato del 4,8% rispetto all’anno precedente.
“Europe first” nella produzione e approvvigionamento
Il Critical Medicines Act (CMA) intende dare una risposta a questa emergenza.
I Paesi membri saranno obbligati a diversificare le fonti di approvvigionamento nelle procedure di appalto pubblico e, nei casi di forte dipendenza da un numero limitato di Paesi terzi, a favorire esplicitamente la produzione europea. Sarà inoltre possibile avviare cosiddetti “Progetti Strategici” per potenziare e modernizzare la capacità produttiva nell’UE, con accesso facilitato ai finanziamenti nazionali e comunitari e procedure amministrative accelerate. Anche i farmaci orfani, ossia quelli destinati a malattie rare, potranno beneficiare di iter di autorizzazione più rapidi.
Sul fronte degli approvvigionamenti, la Commissione europea sarà tenuta ad avviare procedure di acquisto congiunto su richiesta di cinque o più Paesi membri, con la possibilità di prendere l’iniziativa anche autonomamente.
I Paesi membri che impongono alle aziende obblighi di scorte di emergenza dovranno inoltre garantire che tali misure non penalizzino la disponibilità di medicinali negli altri Paesi UE, condividendo informazioni aggiornate sulle scorte disponibili per una redistribuzione solidale.
L’accordo provvisorio, che si inserisce in un percorso legislativo più ampio, dovrà ora essere formalmente approvato sia dal Parlamento europeo che dal Consiglio prima di entrare in vigore.
“Il CMA”, ha sottolineato il presidente della commissione per la Salute pubblica del Parlamento europeo (SANT), Adam Jarubas, “rappresenta una pietra miliare per l’Unione europea della Salute e un sostegno essenziale per la reindustrializzazione e la competitività del continente”.

